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Projects Abroad

Stage e volontariato medico: i nostri volontari ci raccontano perché partire

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Projects Abroad organizza stage di volontariato medico e campi di orientamento alla medicina aperti a tutti; non richiediamo infatti alcun requisito specifico poiché la partecipazione alle attività è calibrata sulle esperienze e sulle competenze di ciascun volontario. Ma cos'è che spinge una persona a scegliere di partire per cimentarsi nel volontariato medico a tante miglia da casa? I nostri ex-volontari ci raccontano le loro esperienze.

Partire per aiutare gli altri

Chi decide di intraprendere gli studi di medicina è generalmente mosso dalla stessa  naturale propensione a fare del bene agli altri, che è alla base di qualsiasi attività di volontariato. È per questo che i nostri progetti di volontariato medico sono sempre così richiesti: medici e futuri medici partono con noi per più di 25 Paesi in tutto il mondo, per mettere il proprio tempo, le proprie mani e le proprie conoscenze a disposizione di chi ne ha più bisogno.  

Come ha fatto Chiara, che ha deciso di volare fino in Nepal :“Fare volontariato significa aiutare gli altri e aiutare te stesso. Riesci a capire le difficoltà, i dolori, le sofferenze, ma anche le gioie delle persone, solo quando entri in contatto con loro, quando loro ti permettono di entrare nel loro mondo e ti insegnano un'altra felicità. In quel momento quelle sofferenze e quelle gioie diventano anche tue. Aiuti quelle persone ma quelle persone aiutano te” (leggi la sua testimonianza completa qui).

Partire per orientare la scelta universitaria e familiarizzare con la professione

volontaria-medicina La valenza formativa di un’esperienza simile è molto importante e non è da sottovalutare l’opportunità che una simile esperienza offre per testare la propria propensione alla medicina in vista di una futura iscrizione all’università e familiarizzare con la professione.

  • Ai giovanissimi che ancora non si sono iscritti all’università, abbiamo dedicato i nostri campi di orientamento alla medicina, esperienze programmate di due o quattro settimane durante le quali i ragazzi, dai 16 ai 19 anni, vengono costantemente seguiti da un tutor.


Come ha fatto Giorgia che, a soli 17 anni, la scorsa estate è partita per il Ghana “Penso che queste due settimane mi saranno davvero utili perché mi piacerebbe diventare un medico e l’esperienza pratica che ho acquisito qui mi ha fatto familiarizzare molto con la medicina. Con un gruppo di altri volontari provenienti da tutto il mondo, miei coetanei, e un nostro personale supervisore abbiamo visitato ospedali, campi di lebbrosi, orfanotrofi, comunità del posto, una casa di accoglienza per bambini con disturbi mentali e scuole. Siamo diventati amici condividendo emozioni forti, volontà di rendersi utili per quella gente in difficoltà e quei piccoli bambini, passione per la medicina, ed entusiasmo nel conoscere persone e luoghi stupendi. Che altro dire? Non vedo l'ora di partire nuovamente con il fantastico Projects Abroad!”. (Leggi la testimonianza ela storia di Giorgia)

 

Partire per fare pratica

Gli studenti, i laureati e i professionisti possono iscriversi ai regolari progetti di medicina e potranno sottoporci il proprio CV prima della partenza, in modo da permettere allo staff locale di strutturare le attività di ciascuno in base alle proprie esperienze e competenze.

Veronica, studentessa di medicina, ha trascorso due mesi tra Nepal e Cina per un progetto di medicina da cui ha tratto notevoli benefici formativi, come racconta lei stessa in questo  video .

Lo stesso è accaduto a Marco, studente di Odontoiatria che ha deciso di intraprendere uno stage in India : Il progetto di Odontoiatria al quale ho preso parte è stato interessante e prezioso dal punto di vista sia umano che professionale, oltre che serio e ben organizzato. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con realtà cliniche spesso molto diverse da quelle a cui siamo abituati in Europa, e sotto la guida del tutor ho potuto anche rendermi utile al meglio e incrementare le capacità acquisite durante il corso di studi, non solo diagnostiche, ma anche terapeutiche attraverso l’esecuzione di alcuni trattamenti direttamente sui pazienti” (leggi la sua  testimonianza ).

Mattia è andato in Giamaica da neolaureato ed ha apprezzato il fatto di poter acquisire esperienza pratica di ciò che aveva studiato solo in teoria“Sono neolaureato e ho lavorato solo per un anno. Projects Abroad è l’unica organizzazione che mi ha permesso di partire e fare pratica come infermiere in un ospedale, senza che avessi alle spalle molti anni di esperienza. Per me, uno dei momenti più gratificanti è stato all'arrivo. Quando hanno scoperto che sono un infermiere qualificato, le infermiere si sono fidate di me e mi hanno affidato una grande varietà di compiti; è stata un’esperienza bella e davvero rilevante, perché mi ha aiutato a crescere da un punto di vista professionale”, dice Mattia con orgoglio. Partecipare ad un progetto di volontariato è stato un modo per procurarsi un’esperienza di lavoro unica e diversa. “Volevo fare volontariato in Giamaica perché c’è un modo molto diverso di curare i pazienti. In Italia, abbiamo molti strumenti a disposizione, ma io desideravo lavorare in un ambiente in cui le attrezzature fossero ridotte. Inoltre, avevo voglia di viaggiare verso un paese lontano in cui si parlasse inglese e in cui il clima fosse caldo”. (Leggi la sua storia)


Partire per mettersi in gioco e contribuire con le proprie competenze

Per quel che riguarda i medici professionisti, la spinta a partire è spesso proprio la voglia di mettersi in gioco, la volontà di riuscire a fare la differenza seppur con risorse limitate, come per Francesca, infermiera professionista, che ha scelto di volare in Sri Lanka" È stata una notevole esperienza per me lavorare con risorse limitate. Ora ho molta più fiducia nelle mie capacità e mi sento in grado di lavorare nel mio paese o in qualsiasi altra parte del mondo con strutture diverse. È incredibile come qui riescano a curare così tante malattie con così poche risorse. Ho potuto vedere diverse malattie tropicali e prendere parte ai trattamenti della febbre di dengue e dei morsi di serpente ".(Leggi  la sua storia)

 

Vincere le proprie paure ed uscire dalla comfort zone

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Per molti la sfida è vincere le proprie paure ed uscire dalla “comfort zone”, come Giorgia che ha seguito uno stage di odontoiatria in Nepal; all’inizio era un po’ intimorita a lavorare a stretto contatto con bambini affetti da HIV ma la sua reazione è stata sorprendente: “Prima di partire mi domandavo quale sarebbe stato il mio approccio nei confronti di una malattia tanto spaventosa. Mi chiedevo come avrei reagito e se sarei mai stata all’altezza. Beh, quando è arrivato il momento la prima cosa che mi è venuta ‘di pancia’ è stato chiedermi  come avrei potuto avere paura di un virus che vestiva occhi così grandi e dolci, corpicini così piccoli ed indifesi e manine così desiderose di contatto umano. Bisognerebbe aver paura di quel che non si conosce, non di quel che si mostra davanti a noi senza travestimenti”. (Leggi la sua storia e la testimonianza dei suoi genitori)

 

Un’esperienza importante

Ciò su cui tutti, ma proprio tutti i nostri volontari di medicina concordano, è la profondità dell’esperienza di volontariato all’estero ed il ruolo che questa ha avuto nel renderli dottori più motivati e nel far loro affrontare la vita in modo diverso : “Sarebbe troppo banale dire che il mese che ho trascorso in Ghana è stato importante, intenso, formativo, molto più di quanto credessi: certo ho migliorato il mio inglese, ho conosciuto persone splendide provenienti da tutto il mondo e ho avuto la possibilità di interagire con i pazienti dell’ospedale come l’università italiana non mi ha mai permesso di fare. È stato profondissimo tenere la mano a un bimbo che piangeva per la sua straziante condizione di malnutrito, medicare una ferita terrificante di lebbra, vaccinare bambini con i segni della povertà stampati sul volto. I primi giorni ho chiamato mamma e fidanzato con il nodo alla gola perché volevo scappare, gli ultimi – che per me sono stati i più intensi- perché non volevo tornare” racconta Irene. (Leggi la sua testimonianza)

Se anche tu vuoi seguire le orme dei nostri volontari e vuoi partire, scopri di più sui nostri progetti di volontariato medico o sui campi di orientamento agli studi di medicina.

Per qualsiasi informazione, chiamaci allo +39 08119139962 oppure mandaci una mail all’indirizzo info@projects-abroad.it.

 

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