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Nuotare con i delfini: è il momento di eliminare quest’esperienza dalla lista dei desideri?

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15/06/2015Viaggiare, Delfini, Volontariato Ambientale
Autore Jemma Dicks


Delfini in libertà

Viaggiavamo attraverso le Pampas boliviane su di una piccola barca a motore, quando ci rendemmo conto che c'era qualcosa che ci seguiva. Il conducente fermò la barca e ci disse che volevano giocare. Perplessi, scrutammo l'acqua torbida. È stato allora che vidi per la prima volta i delfini rosa di fiume. Sfrecciarono attorno alla barca e ci spruzzarono scherzosamente per qualche minuto, prima di sparire giù per il fiume. Non è durata a lungo, ma è stata una bella esperienza ed è uno dei ricordi più vividi del mio viaggio di sei mesi in giro per l’America del sud.

In netto contrasto con la mia esperienza, so che molte persone hanno nuotato con i delfini o hanno assistito ad esibizioni in cattività. Nuotare con i delfini rientra nella lista delle cose da fare almeno una volta nella vita di molti e i nostri volontari non fanno eccezione. Tanti tra loro, infatti, partecipano a questi spettacoli ogni anno in tutto il mondo e sono completamente all'oscuro (come ero io stessa fino a pochi mesi fa) del fatto che ci sia qualcosa di sbagliato. Poche persone sono consapevoli della sofferenza che questi animali sopportano per intrattenerci; per questo, ho deciso di approfondire l’argomento.

Ho parlato con Ric O'Barry, l'ex addestratore di delfini di fama mondiale che ha partecipato all’imperdibile documentario The Cove, relativo alla cattura ed il massacro dei delfini a Taiji, in Giappone. Ho intervistato anche Keith Hutchinson, attivista e sostenitore dei diritti degli animali, e Laura Killalea dalla Humane Society degli Stati Uniti (HSUS), la più grande organizzazione di protezione animali a livello mondiale, per conoscere i loro pareri.

La loro opinione in merito mi ha fatto davvero capire quanto sia importante che la gente venga informata sulle questioni relative alle condizioni dei delfini in cattività. Dalle stragi di massa, alle condizioni di vita miserabili a cui spesso sono costretti, agli attacchi agli esseri umani spesso messi a tacere - in questo blog guarderemo al di là del sorriso dei delfini e ci interrogheremo sulla possibilità di smettere una volta per tutte di nuotare con loro.

Avvertenza: le immagini utilizzate potrebbero urtare la sensibilità di alcuni.

Secondo te, perché i delfini non dovrebbero essere tenuti in cattività?

Keith:

I delfini sono animali molto intelligenti che vivono in gruppi sociali complessi. Sono abituati ad abitare spazi grandissimi, a muoversi rapidamente ed a cacciare in profondità, percorrendo ogni giorno distanze enormi. Trascorrono le giornate accoppiandosi, ricercando cibo o giocando tra loro. Grazie al loro sonar, più evoluto di quello di un sottomarino nucleare, possono esplorare liberamente gli oceani ed esprimersi in un linguaggio molto complesso che noi non possiamo comprendere. Prelevare un delfino dalla sua famiglia e metterlo in una piccola vasca, senza stimolazione mentale o fisica, gli impedisce di esprimere il suo comportamento naturale. Questo comporta problemi di salute e, in molti casi, una ridotta aspettativa di vita.

Laura:

I delfini hanno capacità di pensiero astratto. Quando vengono catturati, vengono strappati violentemente e traumaticamente dalle loro unità sociali. Una volta in cattività, è quasi impossibile per loro mantenere un gruppo familiare, una tragedia per creature così intelligenti.

Come e perché sei stato coinvolto?

Keith:

Mentre ero in vacanza a Cancun, in Messico, nel 2008 ho finalmente avuto la possibilità di realizzare il sogno di una vita: nuotare con i delfini. Fin da piccolo ho sempre amato l'oceano, in particolare dei delfini. I miei primi ricordi sono di quando guardavo le puntate di Flipper, una serie TV del 1960 su di un delfino.

Anche se ero davvero entusiasta di avere la possibilità di nuotare con i delfini, durante l'esperienza ho iniziato a sentirmi a disagio. C'era una sensazione deprimente nella piscina che è ancora difficile da spiegare oggi - semplicemente non mi sembrava giusto. Alla fine dell’esperienza, hanno persistito in me emozioni contrastanti e ho deciso di esaminare la questione una volta tornato a casa in Irlanda.

Ho fatto qualche ricerca sul settore dei delfini in cattività e sono rimasto inorridito da quello che ho trovato. Dal massacro dei delfini alle sofferenze quotidiane che questi magnifici animali subiscono nelle strutture in cui sono tenuti in cattività in tutto il mondo. Poi ho guardato il documentario premio Oscar 'The Cove' e ho deciso che dovevo mettermi in gioco e fare qualcosa per fermare questa industria crudele.

Un delfino durante l’addestramento

Immagine gentilmente concessa da Flickr, Sean MacEntee.

Ric:

Quando lavoravo per lo show Flipper, ho catturato, allenato e tenuto delfini in cattività e guadagnavo tantissimo. Vi chiederete perché mi sono fermato. Sapevo che, in fondo, la prigionia non era una cosa positiva per i delfini; nonostante ciò non ho fatto nulla fino alla morte di Kathy, il delfino che ha svolto il ruolo di Flipper nella serie televisiva. I delfini devono respirare consapevolmente e lei ha scelto di smettere di respirare, commettendo così un suicidio. È morta tra le mie braccia.

La mattina dopo ero in prigione, perché ho cercato di liberare un delfino tenuto in una piccola gabbia alla fine di un molo. Ho smesso di lavorare in quel settore e ho iniziato invece a battermi per la salvaguardia dei delfini.

Come vengono catturati i delfini?

Keith:

I delfini sono spesso catturati durante barbare battute di pesca in luoghi come le isole Taiji o Solomon in Giappone, durante le quali un gruppo di delfini vengono ammassati in una baia o insenatura. Un certo numero di giovani delfini sono selezionati per la prigionia ed i membri rimanenti vengono pugnalati con lance e lasciati morire dissanguati.

Il massacro di delfini in Giappone

I membri del settore dell’acquariologia internazionale approfittano della strage per ottenere alcuni delfini da utilizzare negli spettacoli e per farli nuotare con gli umani. I prezzi enormi che gli acquari sono disposti a pagare per i delfini vivi sovvenzionano il massacro.

Questi delfini sono consapevoli del fatto che molti dei loro compagni vengono uccisi e ciò causa loro enormi livelli di stress e paura. E questo è solo l'inizio della loro sofferenza. Una volta catturati, questi delfini sono messi in un contenitore, caricati su di un camion e poi su di un aereo per ore. Si tratta di un'esperienza innaturale, terrificante e stressante per qualsiasi delfino e molti non sopravvivono al viaggio.

Quali sono le loro condizioni di vita in cattività?

Keith:

I delfini in cattività spesso mostrano anomalie, comportamenti ripetitivi, come tentare di mordere le pareti, sbattere la testa contro il muro e, più spesso, mostrando comportamenti aggressivi verso gli addestratori, i membri del pubblico e gli altri delfini in cattività.

I delfini in cattività presentano ferite

I parchi marini tentano di glorificare le strutture in cui vengono tenuti i delfini, usando frasi come "i nostri delfini sono tenuti in lagune di 14 acri con 7000000 litri di acqua salata". Ricordiamoci che l'oceano è la casa di un delfino e questo copre due terzi della superficie del pianeta. I delfini tursiopi utilizzati nelle esperienza di nuoto con i delfini, in natura nuotano oltre 40 miglia al giorno. Dovrebbero nuotare nelle loro vasche circa 2000 volte per coprire la stessa distanza.

I delfini sono anche molto sensibili al suono - molto più degli esseri umani. Metterli in vasche con pompe rumorose, sistemi di filtraggio, musica e persone in festa, li espone ad alti livelli di stress.

Ric:

I delfini vengono allontanati dalle due cose più importanti della loro vita: la loro libertà e la loro famiglia. Vengono addestrati dando loro una ricompensa quando eseguono un esercizio. Se non lo eseguono correttamente, non mangiano. I delfini sono l'unico animale dello zoo che deve lavorare per il cibo ogni giorno.

Quali effetti ha l’interazione umana sui delfini?

Keith:

Il costante stretto contatto con gli esseri umani è estremamente stressante e sono capitati centinaia di attacchi alle persone in queste strutture durante le interazioni.

Ric:

I delfini non nuotano con le persone e le baciano perché a loro piace - lo fanno perché devono. Sono addestrati a farlo e, se non lo fanno, non mangiano. È anche un pericolo per il pubblico. Le persone possono essere colpite o morse dai delfini nel corso di questi programmi, e le società mettono a tacere questo tipo di incidenti.

Quello che prova un delfino in cattività

L’aspettativa di vita di un delfino si può ridurre in cattività?

Keith:

Poiché la legislazione è diventata più severa sull’importazione di delfini selvatici catturati in alcuni paesi, i programmi di riproduzione in cattività stanno diventando sempre più comuni per permettere una fornitura di delfini continua. Questo spesso comporta l'inseminazione artificiale. A causa del numero ridotto di delfini nella maggior parte delle strutture, la consanguineità spesso diventa un problema. Il tasso di mortalità è significativamente più alto in cattività e molti dei cuccioli non sopravvivono oltre le prime settimane.

Nel tentativo di difendere l'uso di delfini catturati nelle esperienze di nuoto con i delfini, i parchi marini spesso usano parole come "salvati" sottintendendo che gli animali siano lì per un motivo che esula dal puro intrattenimento. Non importa quale sia la parola che usano, sia "salvati" o "riabilitati", di fatto sono stati portati via dal mare - la loro casa, l’habitat naturale a cui appartengono.

Il fatto ancora più triste è che saranno obbligati a lavorare tutto il giorno, 365 giorni l'anno. Saranno sfruttati per l'intrattenimento umano e per il profitto fino al giorno in cui moriranno. Si tratta di un settore multimiliardario che è guidato soltanto dal denaro.

Qual è la tua opinione a proposito dell'etica che riguarda l'uso di animali per l’intrattenimento umano?

Keith:

Non ho mai avuto problemi con l’utilizzo degli animali per il divertimento dell'uomo fino a quando ho visitato il delfinario in Messico. Questa esperienza mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto pensare. Fino a quel momento ero molto ingenuo suppongo. Da allora ho fatto caso a molte industrie che utilizzano gli animali per l’intrattenimento e sono rimasto scioccato da quello che ho trovato. Dai circhi, alle gite sugli elefanti, agli zoo in cui si accarezzano le tigri, ai delfinari - tutti implicano enormi livelli di crudeltà.

Dopo le ricerche che ho fatto per un certo numero di anni, sono fermamente convinto che sia eticamente e moralmente sbagliato usare gli animali per il nostro divertimento. Nessun animale dovrebbe soffrire in nessun modo per intrattenerci. Molti paesi in tutto il mondo hanno vietato i delfinari ed il numero continua a crescere; attualmente l’ultimo è stato l’India.

Laura:

Ci opponiamo con forza alla cattura ed alla detenzione di delfini e altri mammiferi marini. Negli Stati Uniti, la legge sulla protezione dei mammiferi marini (MMPA) rende legale tenere in cattività delfini e altri mammiferi (orche, leoni marini, etc.). Abbiamo lottato per decenni per convincere il Congresso a cambiare questa legge, ma l'industria degli acquari (presieduta da SeaWorld) è una potente lobby a Washington e si è dimostrata uno dei principali ostacoli per noi.

Tra gli argomenti adottati per giustificare la cattività dei delfini, si parla anche di istruzione e tutela: cosa ne pensi?

Keith:

Coloro che detengono i delfini in cattività amano usare la tutela dei delfini stessi ed il diritto all'istruzione sul tema dei mammiferi marini come scusa per difendersi e continuare lo sfruttamento di questi animali. Gli scienziati hanno dimostrato che è eticamente sbagliato tenere i delfini in cattività. Non ci sono benefici in ambito di tutela della specie poiché si sostiene un’industria, quella della pesca ai delfini, che uccide ogni anno moltissimi esemplari.

Inoltre, i delfini tursiopi non sono in pericolo di estinzione e quindi non c'è bisogno di allevarli in cattività. Se queste strutture fossero davvero preoccupate per la conservazione della biodiversità, allora sarebbe stato giusto detenere gli animali in via di estinzione, non catturare esemplari che abbondano nei nostri oceani.

Per quanto riguarda l'istruzione: “Dallo studio dei delfini in cattività può derivare lo stesso beneficio educativo che deriverebbe dallo studiare il genere umano soltanto osservando i prigionieri detenuti in isolamento” (Jacques Cousteau).

delfini durante uno spettacolo

Immagine gentilmente concessa da Flickr, wwarby.

Non vi è alcun vantaggio educativo nel rimuovere animali consapevoli e molto intelligenti dall'oceano e tenerli in piccole vasche. Si tratta solo di fumo negli occhi gettato dall’industria dell’intrattenimento per continuare a trarre profitto da un’attività che coinvolge elevati livelli di crudeltà verso gli animali.

Posso comprendere che buona parte del pubblico non sia a conoscenza del fatto che tenere i delfini in cattività sia in realtà una grandissima crudeltà e non un mezzo per tutelare la specie, anche io non ne ero consapevole un tempo. Ma uno sguardo più approfondito al settore, rende facilmente visibile l’ingiustizia che sta alle fondamenta dello sfruttamento di questi animali.

Tutti gli stabilimenti che fanno uso di mammiferi dovrebbero essere evitati, o ne esistono alcuni che adottano un comportamento corretto?

Ric:

Alcuni sono peggiori di altri, ma sono tutti da evitare - negativi per i delfini e per le persone. Molti hanno gravi problemi di qualità dell'acqua. Molti non si preoccupano tenere in vita i delfini – sanno di poterne ottenere facilmente di nuovi da luoghi come Taiji, la Russia o Cuba. Indipendentemente da ciò, i delfini non dovrebbero mai essere tenuti in cattività.

Keith:

Tutti i parchi con mammiferi marini in cattività dovrebbero essere evitati. Si tratta di un settore multimiliardario che è guidato esclusivamente dal denaro e del profitto a scapito degli animali. Alcune strutture si sforzano più di altre per dare l'impressione di essere centri di soccorso e riabilitazione, ma per favore non fatevi ingannare. Tutti i delfini vengono utilizzati per lo stesso motivo - per fare guadagnare quanti più soldi possibile ai proprietari delle imprese.

Che cosa accadrebbe agli animali in cattività se venissero chiusi gli acquari?

Keith:

Potrebbero verificarsi diversi scenari. Alcuni esemplari potrebbero essere riabilitati e rimessi in mare; questo processo prevede che vengano immersi per un certo numero di mesi in mare in una gabbia per permettere loro di ri-adattarsi al loro ambiente naturale. Durante questo periodo, questi esemplari dovranno re-imparare a cacciare per procacciarsi cibo ed a diventare indipendenti dagli esseri umani.

Nel maggio 2013 tre delfini, Jedol, Sampal e Chunsan, sono stati riabilitati in Corea Del Sud. Recentemente sono stati avvistati al largo di Jeju Island, Corea.

I delfini che hanno trascorso molto tempo in cattività possono aver perso le competenze necessarie per sopravvivere in natura. L'alternativa per questi delfini e per i delfini nati in cattività sarebbe quella di passare il resto della loro vita in una gabbia in mare dove verrebbero nutriti da umani. Vivere in questo ambiente potrebbe arricchire la loro vita e fornire un sacco di stimoli mentali e fisici, riducendo notevolmente i livelli di stress.

Per tutti coloro che desiderano vedere i delfini, ci sono delle alternative responsabili?

Keith:

Per fortuna abbiamo un sacco di opzioni per vedere i delfini nel loro habitat naturale. In molte parti del mondo si organizzano gite in barca per ammirarli o fare whale watching in modo responsabile. Le aziende che organizzano questo tipo di tour sono facilmente reperibili on-line.

Alcuni posti offrono la possibilità di nuotare con delfini in libertà; spesso si tratta di delfini solitari che, per un motivo o per un altro, rimangono stazionari in una zona precisa. Anche se, eticamente, questo è un modo indubbiamente migliore per nuotare con i delfini, dobbiamo ricordare che sono animali selvaggi e possono essere imprevedibili!

Dlefini nuotano in libertà

Immagine gentilmente concessa da Flickr, jcapaldi.

Laura:

Una buona alternativa è quella di partecipare ad escursioni per ammirare i delfini nel loro ambiente naturale, senza arrecare loro alcun danno.

'The Cove' ha portato il massacro annuale di delfini a Taiji all'attenzione del mondo. Come è cambiata la situazione da quando è stato reso pubblico questo documentario?

Ric:

Abbiamo lavorato per anni a Taiji prima che venisse lanciato 'The Cove'. Credo sia un grande documentario e abbia aiutato immensamente, ma quando abbiamo collaborato con i registi abbiamo fatto in modo che contemporaneamente alle riprese venisse portata avanti una campagna corso contro la caccia di delfini a Taiji e che questa facesse parte del film.

Abbiamo iniziato la nostra campagna Save Japan Dolphins nel 2004 e, da quel momento, la mortalità dei delfini a Taiji è diminuita del 50%. Purtroppo c’è anche stato un aumento della cattura di delfini per prigionia, quindi attualmente stiamo lavorando su questo fronte. Ci stiamo concentrando per cercare di fermare l'industria degli acquari che sovvenziona il massacro dei delfini a Taiji, per porre fine al commercio di delfini in cattività.

Sempre meno persone stanno comprando carne di delfino in Giappone grazie alla nostra campagna di sensibilizzazione per sottolineare i pericoli del mangiare carne di delfino contaminata da mercurio. Ci hanno informato al riguardo i nostri contatti in Giappone. Stiamo cercando di lavorare con il popolo giapponese, non contro di loro. È per questo che stiamo vedendo un certo successo. Speriamo che il mercato per la carne di delfino continui a diminuire, e speriamo di poter fermare l’industria degli acquari per porre fine alla sovvenzione del massacro.

Taiji, Giappone

Per gli appassionati di delfini, c'è qualcosa che possono fare?

Ric:

Vorrei incoraggiare le persone a visitare i nostri siti web: www.SaveJapanDolphins.org e www.DolphinProject.net dove si possono trovare informazioni dettagliate su ciò che stiamo facendo, firmare petizioni online, diffondere il nostro messaggio agli amici, e fare donazioni. Alcuni vengono come volontari nel nostro ufficio per dare una mano, e altri ci seguono fino in Giappone, a Taiji, durante la stagione di caccia, per riportare al mondo cosa sta succedendo.

Chiunque può dare una mano! La cosa più semplice è di non sovvenzionare l’industria acquariologica! Non comprate biglietti per un delfinario, uno spettacolo di delfini, o una nuotata con i delfini. I delfini appartengono alla natura, e il mare è l’unico posto per ammirarli.

Vorrei anche incoraggiare le persone a guardare 'The Cove' e 'Blackfish' per vedere come l'industria dei delfini e delle orche funziona davvero.

Laura:

Uno dei modi più efficaci è quello di diffondere il messaggio di smettere di sostenere questa crudeltà commerciale rifiutandosi di nuotare con i delfini o di assistere ad uno spettacolo di mammiferi marini.

Keith:

Ci sono un sacco di opzioni per dare una mano. I social media come Twitter e Facebook sono strumenti potenti per diffondere il messaggio. La maggior parte delle persone che prendono parte a programmi di nuoto con i delfini o che visitano i delfinari, non sono consapevoli della crudeltà che nascondono.

Sensibilizzare ed educare le persone è la chiave per fermare questa industria. Condividendo messaggi su Facebook e su Twitter, i vostri amici diventeranno più consapevoli dei problemi che interessano il settore dei delfini in cattività, rendendo meno probabile una loro visita a tali impianti.

Partecipate alle manifestazioni in difesa dei delfini, se possibile. Sono sempre molto pacifiche e hanno come unico scopo quello di aumentare la consapevolezza dell’ingiustizia che implica il tenere mammiferi marini in cattività. Quest'anno la manifestazione del 24 maggio Empty the Tanks si è svolta in oltre 50 sedi in tutto il mondo.

A settembre del 2014 e del 2013 l’evento Save Japan Dolphins si è svolto in 117 sedi nel mondo, con oltre 16.000 partecipanti.

Considerazioni finali

Ric:

La gente vede il sorriso dei delfini e crede che tutto vada bene. Non è così. I delfini sorridono perché questa fisionomia del volto permette loro di nuotare meglio. Non hanno muscoli sul viso per mostrare le loro emozioni come facciamo noi. Un delfino morto sarà ancora un delfino sorridente!

Il sorriso dei delfini

Immagine gentilmente concessa da Flickr, kashyap_hc.

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