Racconti dei volontari : Missioni umanitarie, Giamaica di Bruna Palonta

Missioni umanitarie, Giamaica di Bruna Palonta

Che cosa posso dire della mia esperienza in Jamaica con Projects Abroad?

Posso dire che dopo solo 2 settimane, lascio qui il mio cuore, dopo aver conosciuto persone speciali, essermi sentita “a casa” dalla sig.ra Elizabeth Parker, che mi ha trattato come se facessi parte della sua famiglia e mi ha presentato alla comunità cristiana della Chiesa a cui appartiene, comunità da cui mi sono sentita accolta e amata.

Mandeville mi lascia un ricordo meraviglioso, con la sua gente calorosa, con i taxisti, che solo dopo alcuni giorni mi riconoscevano e mi chiamavano, dicendo “May Day” o “Heathfield”, in quanto conoscevano il percorso che facevo tutti i giorni da casa al lavoro e dal lavoro a casa.

Mi porto a casa il ricordo di questi taxisti che incontravo tutti i giorni con noi passeggeri pigiati dentro come sardine, fino a cinque persone sedute dietro e tre davanti.

Ognuno salutava con un “Hi” o “Morning” quando saliva e quando scendeva e io mi sentivo a casa, anche se la mia casa era dall’altra parte del mondo.

E cosa dire di Projects Abroad, cominciando da Bevin, che mi ha accolto all’aereoporto con un abbraccio come se fossi sua sorella!

E poi Bridgette, Cherricha, Rosaline: mi hanno dato un benvenuto così caloroso!

Stacy mi ha accompagnato nel primo giorno di orientamento quando tutto era nuovo e prendevo nota di tutto quello che mi diceva, avendo paura di non ricordare poi.

Non posso credere che in così poco tempo mi sia adattata all’ambiente e la paura del primo giorno è svanita completamente. Questa paura derivava principalmente dai pregiudizi degli europei nei confronti dei giamaicani: “Non uscire da sola”, “è pericoloso”, “sii sempre attenta”.

E che cosa dire della mia attività di volontaria nel progetto sulla genitorialità?

Sono stata bene accolta nelle famiglie, che mi hanno anche chiesto di essere aiutate con la lettura e le operazioni (mini corso di alfabetizzazione).

Pertanto, il mio ruolo iniziale è cambiato e sono diventata la loro insegnante.

Anche i bambini mi riconoscevano e sorridevano quando mi vedevano arrivare.

Ora devo dire “Bye Bye Jamaica”, ma sii sicura che tornerò presto.

Bruna Palonta

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