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Missioni umanitarie, Marocco di Elisa Baldini
Appena arrivata all'aeroporto di Casablanca ho subito ricevuto un'accoglienza ottima da parte di uno dei componenti dell'associazione Projects Abroad, i quali sono stati tutti molto pazienti e disponibili durante il mio soggiorno in Marocco.
Un'accoglienza allo stesso modo molto calorosa mi è stata data anche dalla famiglia che mi ha ospitata per il mese trascorso in Marocco.
Vivendo con una famiglia del posto, ho potuto fin da subito osservare le abitudini e le usanze marocchine: i piatti tipici, il rito del caffé o del té, la tipica casa con il cortile interno ecc... che mi hanno permesso di immergermi completamente nell'atmosfera di questo paese.
Conosciuta la famiglia, il giorno seguente uno dei componenti dell'associazione Projects Abroad mi ha accompagnata ai due centri nei quali avrei dovuto lavorare per il succesivo mese: il centro sociale per persone ansiane e il centro sociale volto allo svago e all'apprendimento di lingue straniere dei bambini e dei ragazzi di Salé.
Anche in questa occasione la disponibilità e l'accoglienza non sono mancate tanto che non vedevo l'ora di poter iniziare il mio progetto!
Per quanto riguarda il mio ruolo nel centro sociale per gli anziani, consisteva nell'offrire a quest'ultimi compagnia, sostegno morale e in alcuni casi (quando possibile) anche momenti di divertimento e svago.
L'esperienza in questo centro è stata molto particolare in quanto all'inizio non é stato facile entrare in contatto con gli ospiti del centro visto il grosso problema della lingua (parlano solamente arabo, a parte una persona che parla un ottimo francese) e una certa diffidenza che avevano nei miei confronti, ma successivamente man mano che passavano i giorni mi permettevano di avvicinarmi sempre di più a loro ; addirittura riuscivo a cogliere il loro stato d'animo e in alcuni casi anche le loro storie passate (molto utile si è rivelato il linguaggio dei gesti!) particolarmente affascinanti in quanto rivelatrici di un Marocco sotto tanti punti di vista lontano da quello attuale.
Nel centro sociale di Salé le cose sono state molto più facili, in quanto i tre bambini che ho seguito fin dall'inizio con un'altra volontaria sono semplicemente fantastici; nonostante tutte le loro problematiche (i bambini sono tutti e tre portatori di handicap) trasmettono una voglia di vivere e di sorridere che é qualcosa di strepitoso.Riguardo il lavoro svolto in questo centro posso dire che l'unica problematica può essere stata quella di non riuscire a mantenere i ritmi strepitosamente dinamici dei bambini :)
In generale la mia esperienza in Marocco si è rivelata molto costruttiva, con alti e bassi come in tutte le esperienze della vita ma sicuramente maggiormente positiva che negativa.
Insomma consiglierei a tutti di intraprendere un'esperienza del genere in Marocco, anche perché in questo paese è molto facile trovare persone pronte ad aiutarti in qualsiasi situazione.
Elisa Baldini



