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Gap Year
Il gap year è un periodo di pausa, una temporanea interruzione della scuola, del mondo accademico o professionale. A differenza di quanto non suggerisca il termine, questa pausa non deve durare necessariamente un anno.
Gap year: trovare il modo e il tempo per partire e dedicarsi a nuove esperienze di vita, visitando continenti, conoscendo culture, aiutando persone.
L’idea di prendersi una pausa dai propri impegni, dagli studi o dal lavoro è un’abitudine consolidata nei paesi anglosassoni e nord europei che vedono, ogni anno, milioni di persone partire per esperienze formative o di volontariato. Soprattutto in Inghilterra, è molto frequente che i ragazzi in attesa dell’iscrizione universitaria o del primo impiego, si prendano un periodo di riflessione “positiva” durante il quale sperimentarsi, formarsi ed orientarsi.
In Italia, il Gap Year stenta a decollare, anche se negli ultimi anni aumenta il numero di persone che si concede una pausa. Con l’introduzione in Italia di importanti normative1 che riguardano l’anno sabbatico e il career break, e con la complicità della “flessibilità” del lavoro, il fenomeno sta investendo anche la nostra popolazione. Un anno, o qualche mese, all’estero facendo volontariato, esperienza professionale in un’azienda o studiando le lingue straniere è un’ottima occasione per studenti, lavoratori precari, ma anche grandi manager o casalinghe, per rimettersi in gioco dal punto di vista personale e del curriculum lavorativo.
Perché Projects Abroad promuove il gap year?
Uno degli obiettivi più importanti di Projects Abroad è quello di incoraggiare giovani e meno giovani a prendersi del tempo, una “pausa” positiva per esempio tra la laurea e il primo impiego o tra un lavoro e l’altro, da sfruttare in giro per il mondo, facendo volontariato, esperienze professionali, imparando o migliorando una lingua, conoscendo e confrontandosi con culture diverse.
Crediamo fortemente che un’esperienza di volontariato o di lavoro in un Paese di quello che viene definito il Sud del Mondo sia un’occasione unica per crescere e migliorarsi, per divenire persone in grado di sensibilizzare positivamente l’ambiente sociale ed economico che ci circonda. Riteniamo, inoltre, che un’esperienza del genere possa essere più formativa di percorsi canonici, un’esperienza che mette in gioco la persona sia sul piano professionale che su quello relazionale, e che è sempre più riconosciuta ed apprezzata, anche in Italia, dagli esperti di selezione del personale e dai manager aziendali.
Motivazioni per un Gap Year all’estero
Per citare solo alcune delle principali motivazioni espresse più frequentemente dai volontari che si accingono a partire con noi:
- allargare gli orizzonti conoscitivi viaggiando attraverso paesi e culture lontane, in un modo che va al di là del turismo;
- aiutare e offrire solidarietà a popolazioni disagiate;
- allontanarsi da una vita superficiale e migliorarsi attraverso delle esperienze di volontariato;
- dedicare il proprio tempo ad una causa umanitaria o ambientale;
- testare una professione prima di intraprendere la corretta formazione;
- fare un’esperienza di lavoro in grado di arricchire il CV e migliorare le possibilità di ingresso all’università o al mondo del lavoro;
- migliorare le competenze linguistiche all’estero;
- fare uno studio di caso per un lavoro di tesi
- prendere le distanze dalla propria quotidianità.
- Benefici di un gap year all’estero
Uno studio recente diretto dal Ministero dell’Educazione del Regno Unito conferma l’impatto positivo del Gap Year sui ragazzi e sulle loro prospettive professionali:
- I giovani britannici tra i 16 e i 25 anni che ogni anno intraprendono un Gap Year sono tra le 250.000 e le 300.000 persone.
- Benefici per i gappers:
- Migliori risultati universitari grazie a:
- Maggiore consapevolezza di sé e degli obiettivi formativi;
- Aumento del senso di responsabilità.
- Maggiore attivismo per la realizzazione di progetti personali;
- Migliore comprensione dei problemi economici, sociali e ambientali del Pianeta;
- Arricchimento del CV e delle possibilità di trovare un impiego;
- Miglioramento delle lingue straniere;
- Miglioramento della capacità di “saper essere” (competenze interpersonali e comportamentali):
- Indipendenza;
- Autostima;
- Autodisciplina;
- Capacità di prendere decisioni;
- Lavoro di squadra;
- Comunicazione interpersonale;
- Gestione delle risorse economiche;
- Capacità di coordinamento
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