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Volontariato Over 50: intervista ad Alberto, il volontario italiano partito 7 volte con Projects Abroad

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03/07/2018volontariato, viaggiare, consigli di viaggio, volontariato over 50


Tendiamo a credere che il volontariato internazionale sia solo per giovani, ma ci sbagliamo. Sono sempre di più i volontari Over50 che decidono di partire per brevi o lunghi periodi e lanciarsi in un’avventura dall’altra parte del mondo, per poi tornare a casa con una valigia piena di racconti, esperienze e risultati raggiunti.

Avere domade o preoccupazioni è comprensibile, e per questo abbiamo deciso di farvi raccontare il volontariato Senior da chi ormai possiamo considerare come ambasciatore di Projects Abroad.

Quando abbiamo contattato Alberto per l’intervista, ci ha risposto che avrebbe risposto al ritorno dal suo trekking. Ormai lo conosciamo bene: vulcano di energia, viaggiatore seriale e chimico in pensione. Il suo primo viaggio come volontario con Projects Abroad risale al 2010 e da allora è partito con noi ogni anno, per un totale di 7 volte: Messio, Bolivia, Ecuador, Costa Rica, Argentina, Fiji e Cambogia.

Il suo segreto è stato capire che l’esperienza è un punto di forza e la pensione ti regala qualcosa di incredibile: il tempo. Il tempo per viaggiare e per scoprire; anzi, si ha talmente tanto tempo a nostra disposizione che vale la pena regalarne un pò agli altri, ma senza rinunciare alle nostre passioni!

Speriamo che l’energia contagiosa di Alberto possa ispirare futuri volontari a fare il grande passo e a dire "si può fare!".

Cosa ti ha spinto a partire con Projects Abroad la prima volta?

Alberto durante il tempo libero in visita ad un sito turistico in Cambogia

Avevo un precedente importante. Nel 1985/86, avevo trascorso un anno in Perù presso la Università di Ingegneria di Lima. Grossa esperienza per me e la famiglia. Quando sono andato in pensione a 65 anni non mi sentivo da rottamare e così ho rispolverato la mia passione per il Sud America mettendoci accanto il mio impegno professionale per l’ambiente. Projects Abroad ha le caratteristiche di organizzare il programma, dare gli appoggi e la sicurezza di uno staff locale. Poi ho gradito che fosse il volontario a farsi carico di tutte le spese, senza quindi pesare sulle attività di assistenza e beneficenza a popolazioni più sfortunate. Io sono un chimico e ho lavorato per 40 anni nel campo dell’ambiente e dell’igiene pubblica.

E cosa ti spinge ogni anno a ripartire?

Già, ora che me lo chiedi, sto ricordando che ormai ho fatto le valigie per ben 7 volte con Projects Abroad. Ogni volta, mi sono fermato 3 mesi circa. Finire il programma in un Paese e partire dopo tante settimane di vita e avventura era ogni volta doloroso. Da questo rimpianto nasceva il prossimo viaggio, il prossimo servizio. Ho sempre cambiato destinazione, fedele al motto: mai tornare dove sei stato felice!

La tua età ha rappresentato un problema?

Sul lavoro nei programmi, mai. Anzi sia come docenza che come altre attività in cui sono stato impegnato, la mia esperienza e adattabilità mi hanno assai aiutato. Certo nella gestione del tempo libero preferivo non mescolarmi ai ragazzi ventenni, ma per me non è mai stato difficile starmene per conto mio e fare quindi le cose che piacevano a me e con i tempi che volevo.

Qual è la difficoltà maggiore che hai incontrato e come l'hai superata?

Il volontario Senior Alberto alle Isole Fiji

Per essere politicamente corretto dovrei dirti: la lontananza da casa. In realtà sapendo che il periodo era comunque limitato e che con le comunicazioni di oggi avevo contatti giornalieri, questo aspetto è stato secondario. Devo ammettere che a volte ho dovuto superare qualche difficoltà con la famiglia, questione di piccola sfortuna perché nella grande maggioranza dei casi sono stato molto bene e gli ospitanti contenti di me (qualche volta cucinavo anche piatti italiani per tutti!!).

Che conoscenza delle lingue hai? Ha costituito un problema?

Lo spagnolo è facile per gli italiani e poi avevo l’esperienza del Perù dove insegnavo in spagnolo all’Università. Poi però ho esaurito le Nazioni del Sud America e nelle altre parti del mondo la lingua franca per tutti è l’inglese. Prima di partire per le isole Fiji ho seguito dei corsi on line molto utili, raggiungendo il livello di "intermediate". Da sempre faccio pratica con l’inglese scritto per ragioni di lavoro, in quanto i testi tecnici su chimica e ambiente sono prevalentemente in inglese; parlarlo è già più complicatino, ma mi sono preparato e alla fine sono riuscito a esprimermi nelle lezioni o negli incontri, soprattutto aiutandomi con tanta infografica. Una spina per me è la comprensione della parte orale dell’inglese, con accenti vari e spesso parlato troppo velocemente. Ma insomma con un pò di pazienza...

Tra le tue tante esperienze, ce n'è una che ricordi con più piacere?

Il volontario alberto consegna il compendio sulle attività del progetto di nutrizione alle Fiji

Una delle prime questioni che si pone un volontario di Projects Abroad è se dare priorità al Paese dove andare o al progetto. Devo essere onesto, il mio primo pensiero nell’ultima avventura andava alla scelta del Paese. Doveva essere attraente per me sotto il profilo anche turistico. Poi doveva esserci anche la compatibilità con i programmi che ero in grado di svolgere. Nei 3 mesi di servizio ci stanno parecchi giorni liberi e me li sono sempre goduti girando e conoscendo posti che da "turista" magari non avrei mai visto. Tra le mie "avventure" non ho dubbi : le Galapagos per la "location" unica al mondo e anche per la qualità dello staff che mi ha assecondato nelle mie proposte. Ne è venuto fuori un periodo ricco di natura, di storia, di sport e di scienza.

Senti di aver contribuito e come? Il progetto che ti ha colpito di più?

Paesaggio delle Isole Galapagos, Ecuador

Non sono eroe e quindi sono anche cauto nel giudicare il mio contributo. Dappertutto ho sempre cercato di veicolare un pensiero di rispetto della natura e dei pericoli dell’ inquinamento. Sembra scontato qui da noi ma in alcuni Paesi è una novità e inquinano allegramente. La situazione della plastica in Cambogia è terribile, ma solo perché non se ne rendono conto. Se li fai pensare e ragionare, ecco che scocca una scintilla di consapevolezza che magari gli impedirà di continuare a sporcare spiagge e fiumi. Nella isoletta dove ho svolto la prima parte del mio programma, rifiuti e plastica inquinavano oltre che il mare, anche la strada del villaggio. Con lo staff di Projects Abroad siamo andati per due volte a pulire, raccogliendo sacchi di bottiglie e plastiche monouso che alla prima pioggia finivano in mare. Ebbene vi assicuro che l’ esempio di persone che si impegnavano nella pulizia, ha migliorato nettamente lo stato delle strade e quando sono venuto via dopo 2 mesi, tutto era più pulito.

Il progetto che ti ha colpito di più? Puoi farci uno o più esempi di risultati raggiunti

Alberto impegnato nella pulizia delle strade durante il progetto di volontariato in Cambogia

Torniamo alle Galapagos. Ero inserito nella scuola superiore di San Cristobal e collaboravo con le prof di Scienze. Nel primo incontro abbiamo fatto un programma per la classe dei più grandi. Far conoscere ai ragazzi gli impianti di igiene della loro isola: acqua potabile, energia eolica, rifiuti urbani e acqua di scarico. Li abbiamo portati a vedere i 4 impianti e, prima delle visite, preparavamo delle lezioni di ecologia e tecnologia. Dopo le visite facevamo i quiz . Era così riuscito il programma che mi hanno invitato alla radio locale per alcune sere a parlare degli impianti e poi alla fine ho preparato una pubblicazione stampata in spagnolo e inglese sulla loro situazione igienico sanitaria. La parte più emotiva è stato l’addio che mi hanno dato. Cose da piangere di commozione.

Come queste esperienze ti hanno cambiato?

Beh insomma sono un pò stagionato e il mio stato è di "equilibrio". Certo se vai a vedere le mie amicizie di Facebook, sono tutte straniere e mi legano continuamente ai posti dove sono stato. Però qualche cambio c’è stato: ogni volta che andavo via, quando tornavo trovavo sempre qualcosa di nuovo in casa: mia moglie approfittava della mia assenza (o per una sorta inconscia di punizione?) e una volta la cucina nuova, poi il televisore , poi il divano, poi il frigorifero, poi il giardino sistemato etc etc

Prossimo viaggio?

Il volontario Alberto durante le attività di sensibilizzazione in Cambogia

L’appetito vien mangiando. So che gli anni tendono a crescere (mai a calare accidenti) e quindi le incognite e le difficoltà di una nuova avventura aumentano, ma ho una voglia grande di sentire la adrenalina che ti prende quando fai clic col mouse e …sei già proiettato nel prossimo viaggio. Dove? Non posso dirlo, devo prima avvisare mia moglie!

Vuoi scoprire di più sui viaggi di volontariato di Alberto? leggi le sue testimonianze dei progetti di volontariato ambientale alla Galappagos, nutrizione alle Isole Fiji, giornalismo in Bolivia e microcredito in Costa Rica e scopri i racconti degli altri volontari Senior di Projects Abroad.

Se volontari come Alberto decidono di partire con noi è anche grazie alla nostra esperienza. Projects Abroad organizza viaggi di volontariato da oltre 25 anni e sappiamo prenderci cura dei nostri volontari. In tutte le nostre destinazioni garantiamo:

Come volontario Senior, puoi scegliere il programma adatto a te; unisciti ai Campi di Volontariato Senior di 2 settimane per i volontari over 50 o parti quando vuoi con le nostre Missioni di Volontariato aperte a tutti in Asia, Africa, America Latina ed Europa.

Se non sei sicuro quale scegliere o vuoi avere maggiori informazioni, contattaci!

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