Projects Abroad

Speciale Studenti Scuole Superiori - Campi Umanitari in Ghana, di Roberta Zenere

Esattamente in questo momento sono in un internet cafe ad Osu, nei pressi di Accra, in GHANA.
Le due settimane di "Care & Community project" sono trascorse velocemente ed è arrivato il momento di tornare a casa! (sfortunatamente!)

Roberta Zenere in Ghana

È stata una esperienza assolutamente fantastica, indimenticabile e ringrazio Projects Abroad per questo.

Ho trascorso la prima settimana ad Akuapem Hills. Facevo parte di un gruppo di 6 volontari: ci siamo presi cura dei bambini all'orfanotrofio e abbiamo aiutato "i grandi" nelle loro "building activities" trasportando sabbia, sassi, malta e mattoni.
Quel posto è magico: per tutto il tempo che ho trascorso lì sono riuscita ad essere felice, felice e felice. I bambini ti estraggono una forza e una voglia di giocare e scherzare che non si pensa di avere. E le persone sono così gentili, amichevoli, energiche e sembrano così interessate a te!! È facile farsi nuovi amici! E senti sempre il bisogno di dare qualcosa, non necessariamente soldi o regali, ma un sorriso, una stretta di mano, un saluto, un "thank you".
Ero l'unica volontaria italiana nel gruppo di cui facevo parte ma ho considerato questa situazione come un punto di forza più che di debolezza: ho migliorato le mie "english skills" e passavo il tempo a fare traduzioni da english-italian, twi (il dialetto africano)-italian con i miei “ ghanaian friends”: e' stato molto divertente questo "scambio culturale".

Dopo i 7 giorni di hard work ci siamo concessi un week-end a Cape Coast: una visita al castello e al Kakum National Park, che permette di sperimentare la "cannaby walk": in pratica sembra di passeggiare sopra amache sospese nel vuoto!

La seconda settimana, invece, ci siamo spostati ad Accra. Mi ero ormai affezionata ad Akuapem Hills, alla mia host family, allo staff di Projects Abroad e, quindi, ho sentito molto la loro mancanza. Sarebbe stato possibile rimanere lì anche per tutta la durata del progetto, ma ho deciso di seguire il programma così come era stato definito ed, inoltre, avevo paura di innamorarmi troppo del posto e di essere, quindi, incapace di lasciarlo!!
Nonostante un po' di malinconia, sono comunque soddisfatta del lavoro svolto nel secondo orfanotrofio: abbiamo pitturato e sistemato il pavimento di alcune stanze, dato che, quando pioveva l'acqua arrivava fino alle ginocchia dei bambini…

Non posso non scrivere qualche dettaglio di "everyday life" : non c'è acqua corrente, quindi ci si lava con i secchi; i principali mezzi di trasporto sono i tro-tro (piccoli autobus) e i taxi: in un taxi ci stavamo in 6: 4 pressati nel sedile dietro e 2 pressati nel sedile davanti a fianco del conducente; i bambini ti chiamano "obroni" (bianco) e tu puoi rispondere "hello" oppure "obibini" (nero); la cena è alle 4 del pomeriggio e c’è un sacco di tempo libero; per le strade e' pieno di persone che vendono di tutto, da pane a cotton fioc, da gelati a cacciaviti, da attrezzi per il giardinaggio a frutta fresca!
E consiglio vivamente di assaggiare il “fried plantain”, una specie di….banana fritta, assolutamente fantastica!

Infine, consiglierei questa esperienza soprattutto a chi non ha mai sperimentato qualcosa del genere, vorrebbe tentare, ma è indeciso, dato che per quanto ci si possa preparare, leggendo guide sul Ghana o i resoconti di altri volontari (come questo!), non si può mai sapere cosa ci si aspetta, perché si cambia proprio mondo! La formula del “two weeks special” (indirizzata soprattutto a studenti) aiuta a superare queste incertezze! Lo staff del posto di destinazione è veramente un supporto costante, ci si sente protetti, come a casa, a volte meglio che a casa…

Il punto di debolezza però è la durata, forse due settimane sono poche, è comunque necessario un po’ di rodaggio per abituarsi ad uno stile di vita diverso e, quando ci si abitua, arriva il momento di lasciare tutto. Ma questo lo si dice dopo, dopo essere tornati, quando si pensa “Vorrei essere ancora lì”. In ogni caso, qualsiasi cosa deve essere fatta passo per passo, penso che sia abbastanza saggio iniziare con brevi periodi, poi c’è sempre la possibilità di ritornare. (E penso proprio che lo farò…)

Un saluto (mma ache!)

Roberta Zenere

Questo è il racconto dell'esperienza di un volontario che ha partecipato al progetto e rappresenta un'istantanea nel tempo. La tua esperienza può essere diversa, in quanto i nostri progetti si adattano costantemente alle esigenze delle comunità locali e agli obiettivi raggiunti. Anche fattori i climatici possono avere un grosso impatto. Scopri di più su questo progetto o contattaci per maggiori informazioni.

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