Projects Abroad

Missioni umanitarie - Volontariato con i bambini in Sri Lanka, di Valentina Colò

Valentina Colò

Riatterrata in Italia, dopo un mese in Sri Lanka, l’unica sensazione che provavo era quella di aver vissuto un sogno, troppo intenso per essere assimilato all’istante, troppo incredibile per essere raccontato nella sua pienezza e troppo veloce per essere goduto al massimo. In realtà la mia destinazione iniziale era l’India, ma poi, a causa di alcuni problemi con il visto, sono stata chiamata dallo staff di Projects Abroad e in due giorni, ancora fatico a crederci, avevo in mano il nuovo piano di voli per lo Sri Lanka. Ero molto nervosa, perché non avevo sapevo molto di questo paese mentre ero preparatissima sull’India del Sud. Prima di partire non sapevo in dettaglio dove avrei lavorato nell’arco delle 4 settimane, ma mi sono affidata all’organizzazione, che già conoscevo e che, infatti, non mi ha delusa.

Il campo di volontariato per adolescenti

Sono partita a metà giugno, e ho passato le prime due settimane a Panadura, presso una gentilissima e accogliente famiglia, lavorando in un centro per bambini, all’interno di uno Tsunami Camp. Facevo parte del gruppo di ragazzi dai 16 ai 19 anni, seguiti da un supervisore sul lavoro e nel tempo libero. I bambini della scuola mi hanno regalato tantissime emozioni. Vederli crescere e imparare, vederli giocare e ridere, mi ha fatto da un lato ricordare la mia infanzia, dall’altro riflettere sul mio e sul loro futuro e sull’importanza dell’educazione fin da piccoli. Mi sono commossa quando, dopo una giornata in cui abbiamo cercato di spiegare loro l’importanza dell’igiene in tutti i momenti della giornata, ho visto che prima del pranzo, tutti i bimbi correvano in bagno e si lavavano le mani con il sapone, come avevamo mostrato loro. Le insegnanti ci hanno supportato in tutte le attività, dal momento della preparazione al loro svolgimento. Mentre la cuoca della scuola ci ha aiutate nella preparazione del pasto, che spesso cucinavamo per i bambini. Lavoravamo al centro per 3 ore, dalle 8,10 alle 11,30 al mattino, mentre al pomeriggio, tornavamo a scuola dalle 14,30 alle 17,30, quando, affiancati da un esperto, abbiamo costruito una ringhiera, richiesta dalla scuola. E’ stato divertente imparare a preparare il cemento, dipingere e cimentarsi in qualcosa che non mi era mai capitato di fare.

Il progetto di missioni umanitarie

Valentina Colò

Le successive due settimane sono stata, invece, in una famiglia un pò più a sud, nella città di Wadduwa. Vivevo nel mezzo di un villaggio verdissimo e tranquillissimo. La famiglia mi ha accolta fin dal primo giorno come una figlia, hanno imparato a conoscermi e io ho imparato a conoscere loro, e alla fine ci sentivamo proprio una vera famiglia! Alloggiavo con altre tre volontarie, con le quali mi sono trovata subito bene. Lavoravamo sia al mattino che al pomeriggio in una scuola. Al mattino assistevamo le insegnanti con i bimbi dai 2-3 ai 5 anni. I bambini erano piccolissimi ed essendo noi le prime volontarie in quella struttura, siamo state accolte con entusiasmo e riconoscenza dai genitori, e abbiamo avuto a che fare con l’estrema timidezza dei bambini. Al pomeriggio, invece, insegnavamo inglese ai bambini un pò più grandi, dai 5 ai 13,14 anni; in realtà non c’era un limite (talvolta sono venuti anche ragazzi della mia età, 16 anni, talvolta anche i genitori di 40,50 anni). Questo era il momento che preferivo perché non eravamo affiancate da insegnanti del luogo, ma potevamo preparare noi le lezioni, e soprattutto perché i bambini venivano spontaneamente, per esercitare il loro inglese, o spinti dai genitori desiderosi di un futuro migliore per i figli. La vita nel villaggio mi ha colpita molto, ho conosciuto persone fantastiche, dalla mia famiglia, che non dimenticherò mai e con la quale resterò in contatto, ai ragazzi della scuola, alle insegnanti, agli altri volontari, con i quali ci incontravamo la sera a Panadura o nella pausa pranzo in piscina.

I miei viaggi nei week end

Durante i weekend ho avuto la possibilità di viaggiare. Il primo weekend era organizzato nell’ambito del 2 weeks special e siamo andati a Kandy, città dell’entroterra, dove abbiamo visitato il mercato, una fabbrica di tè, i giardini botanici, uno dei tempi più sacri dello Sri Lanka e ci siamo immersi nel folklore di questa incantevole città assistendo alle tipiche danze Kandiane.

Dopo un weekend di riposo, il successivo mi sono organizzata con altre due volontarie per visitare Galle, città del sud sul mare, famosa per il suo Forte risalente al periodo di dominazione olandese, e Unawatuna, città di mare. Inutile dire che questi paesaggi rimarranno per sempre nel mio cuore, accompagnati dal ricordo delle emozioni fortissime che questo popolo dal sorriso contagioso ha saputo trasmettermi. Penso che il mese trascorso in Sri Lanka sia stato il più incredibile della mia vita e sono sicura non lo dimenticherò mai!

Valentina Colò

Questa testimonianza potrebbe fare riferimento al lavoro presso orfanotrofi. Scopri di più sull’attuale approccio di Projects Abroad rispetto al volontariato in orfanotrofi e la nostra decisione di concentrarci sulle case famiglia e i centri che privilegiano il senso della comunità.

Questo è il racconto dell'esperienza di un volontario che ha partecipato al progetto e rappresenta un'istantanea nel tempo. La tua esperienza può essere diversa, in quanto i nostri progetti si adattano costantemente alle esigenze delle comunità locali e agli obiettivi raggiunti. Anche fattori i climatici possono avere un grosso impatto. Scopri di più su questo progetto o contattaci per maggiori informazioni.

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